Immaginiamo due ricette:
- Ricetta A: 70% di carne fresca.
- Ricetta B: 35% di carne disidratata.
A prima vista, la prima sembra contenere il doppio della carne.
Ma se consideriamo l'umidità, il risultato cambia radicalmente.
Supponendo che la carne fresca contenga il 70% di acqua e quella disidratata il 10%, otteniamo:
- 70 kg di carne fresca = 21 kg di sostanza secca.
- 35 kg di carne disidratata = 31,5 kg di sostanza secca.
In questo esempio, la seconda ricetta apporta una quantità maggiore di materia animale secca, nonostante la percentuale dichiarata sia inferiore.
Naturalmente si tratta di un confronto semplificato: la composizione degli ingredienti e il resto della ricetta devono essere considerati per valutare il prodotto completo.
Una percentuale più alta in etichetta non significa automaticamente una maggiore concentrazione di nutrienti di origine animale.
Perché allora i produttori evidenziano la carne fresca?
La carne fresca è un ingrediente apprezzato e la sua presenza può rappresentare una scelta qualitativa interessante.
Tuttavia, le percentuali riferite agli ingredienti vengono generalmente espresse in relazione alle quantità utilizzate nella preparazione, prima delle trasformazioni produttive.
Questo permette di dichiarare correttamente la quantità di carne fresca impiegata, ma può rendere meno immediato il confronto con ricette contenenti ingredienti disidratati.
La dicitura “70% di carne fresca” non è necessariamente ingannevole: indica una caratteristica della formulazione che deve però essere interpretata correttamente.
Bisogna inoltre distinguere una percentuale riferita a un singolo ingrediente da una dichiarazione che comprende diversi ingredienti di origine animale.
Più carne significa più proteine?
Non necessariamente.
La carne apporta proteine importanti per l'organismo, ma il contenuto proteico di un alimento completo dipende dall'insieme degli ingredienti utilizzati.
Anche uova, pesce, legumi e altre materie prime possono contribuire alla quantità totale di proteine dichiarata.
Per questo motivo, il valore delle proteine grezze riportato nella composizione analitica non indica automaticamente quante proteine provengano dalla carne.
Inoltre, la quantità da sola non basta: contano anche il profilo degli amminoacidi, la digeribilità e la capacità dell'alimento di soddisfare le esigenze nutrizionali dell'animale.
E le farine di carne?
Le farine animali vengono talvolta considerate ingredienti di seconda scelta, soprattutto quando vengono confrontate con la carne fresca.
In realtà, eliminando gran parte dell'acqua, si ottiene un ingrediente più concentrato. Questo non lo rende automaticamente migliore, ma neppure necessariamente peggiore.
La qualità dipende dalle materie prime di partenza, dai metodi di lavorazione, dai controlli e dalle caratteristiche nutrizionali del prodotto ottenuto.
Una farina di pollo prodotta con materie prime accuratamente selezionate può avere un elevato valore nutrizionale. Una denominazione generica, invece, può offrire meno informazioni sulla provenienza e sulla composizione degli ingredienti.
La distinzione importante non è quindi semplicemente tra fresco e trasformato, ma tra ingredienti di qualità documentabile e ingredienti di cui conosciamo poco.
Come riconoscere un alimento realmente premium?
Quando confrontiamo due prodotti, dovremmo guardare oltre la percentuale di carne riportata in grande sulla confezione.
È utile verificare la lista completa degli ingredienti, distinguere quelli freschi da quelli disidratati e leggere la composizione analitica.
Un produttore trasparente dovrebbe inoltre poter fornire informazioni sulle fonti proteiche, sulla provenienza delle materie prime e sui controlli di qualità.
Soprattutto, un alimento premium deve essere nutrizionalmente completo ed equilibrato, adatto alla specie, all'età e alle esigenze individuali dell'animale.
La vera qualità non si misura con il numero più grande stampato sulla confezione, ma con il valore nutrizionale dell'alimento nel suo insieme.
Imparare a leggere, prima di scegliere
Le percentuali possono essere uno strumento utile, ma soltanto quando comprendiamo cosa rappresentano.
Il 70% di carne fresca non è necessariamente migliore del 35% di carne disidratata, così come una maggiore concentrazione di ingredienti animali non garantisce automaticamente un alimento più equilibrato.
La scelta migliore nasce dalla conoscenza, dal confronto e dalla fiducia in produttori che spiegano chiaramente ciò che offrono.
Perché quando si tratta dell'alimentazione dei nostri amici a quattro zampe, la qualità merita di essere compresa, non soltanto pubblicizzata.